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Persone con handicap, ecco come redigere e trascrivere un atto

Articolo pubblicato su Unione Sarda domenica 7 maggio 2017

 Il povero Pino ha di nuovo bisogno di aiuto: tre vecchie zie vogliono donargli una casetta in campagna. Così si reca da quello che ormai è il suo notaio di fiducia.

Il notaio XY sembra molto contento per lui: “Le zie sono tutte sane e lucide?” Pino esita e poi: “Be’, zia Bona è mezzo cieca e parla solo nuorese stretto.” E il notaio: “Gli atti devono essere scritti in lingua italiana; se la zia Bona non parla l’italiano, posso rogare l’atto in altra lingua conosciuta dalle parti e da me, e comunque devo tradurlo in italiano. Se manca una lingua comune, si deve nominare un interprete, che traduca l’atto e che funga da tramite con il notaio (e almeno uno dei testimoni deve conoscere la lingua straniera); se zia Bona non vede sono necessari i testimoni. Direi che ce la facciamo. C’è altro?”.

“Sì - prosegue Pino - zia Bona è sordomuta.”. Il notaio solleva un sopracciglio. “No, notaio, mi scusi, zia Bona(ria) è cieca, è zia Bona(catu) che è sordomuta.”. Il notaio frena una risatina e recita: “Se la zia è sorda, essa deve leggere l’atto, e di ciò si farà menzione nel medesimo; se non sa (o non può) leggere occorre un interprete. Se la zia è muta o sordomuta serve un interprete, la zia leggerà l’atto e, in calce, scriverà di averlo letto ed approvato; se non sa o non può leggere e scrivere, il linguaggio a segni di questa dovrà essere inteso anche da uno dei testimoni. Insomma, dobbiamo trovare l’interprete ed i testimoni giusti. Altro?”. Pino esita e poi: “Zia Pinuccia ha la SLA ma usa una specie di computer con gli occhi, che si può fare?”. Il notaio riflette su come la fortuna di Pino sembri a scapito di quella delle zie: “Signor Pino, i malati di SLA che padroneggiano i comunicatori a puntatore oculare comunicano direttamente in modo non verbale con il notaio. Certo, dovrò venire io dalle zie.”.

“Ma come fa a districarsi? Non è tutto un po’ troppo complicato?”, sussurra Pino. Il notaio sorride, sornione: “Signor Pino, noi abbiamo l’obbligo di indagare la volontà dei nostri clienti, di farci capire e di capirli, nonostante tutte le difficoltà e a tutela dei clienti stessi: la comunicazione è importante oggi ma la nostra vecchia Legge Notarile è completa. I notai costituiscono un’avanguardia tecnologica, poiché dialogano con lo Stato ed i Pubblici Registri per via telematica ed in tempo reale: il suo atto appena firmato può essere tassato, registrato, trascritto e volturato in giornata, con grande sicurezza per tutti.”.

Ed ecco che gli occhi del povero Pino (per niente povero) s’illuminano come per un’epifania: “Insomma, voi notai siete tra E.T.-telefono-casa e San Francesco, che parlava agli animali?”.

Il notaio, ridacchiando, risponde: “Ah, mio caro signore, in effetti nè alieni nè santi, ma se lei mi trova un’aureola ed un disco volante posso provarci!”.

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