Articolo pubblicato su Unione Sarda domenica 5 giugno 2016
“Dove mai andranno a dormire le anatre del Central Park durante l’inverno?”, si domanda più o meno Il Giovane Holden nell’omonimo romanzo, capolavoro di J. D. Salinger.
E che sorte hanno gli atti notarili dopo la loro stipula?
Non sono pochi i clienti che, alla firma del rogito, domandano se il documento cartaceo che stanno sottoscrivendo verrà loro consegnato in originale. Ad eccezione dei cosiddetti “atti minori”, come alcune procure, gli originali degli atti notarili devono necessariamente restare nelle mani e nella custodia del notaio per essere pubblicati nei Registri Immobiliari o nel Registro delle Imprese o delle Successioni o quando si prevede comunque la necessità di rilasciarne copie.
Al documento originale, una volta sottoscritto dalle parti e dal notaio, viene apposto il sigillo notarile ed un numero di repertorio progressivo; l’atto viene quindi collazionato, ricopiando il testo con l’inserimento delle eventuali modifiche già fatte a mano, in modo da poter rilasciare copie “pulite” e maggiormente leggibili. Le copie vengono poi trasmesse ai vari Uffici (per la registrazione, la trascrizione o l’iscrizione, la voltura ed insomma per la pubblicità in genere) e, una volta compiute tali operazioni, il notaio rilascia alle parti altre copie conformi all’originale.
L’atto viene interlineato, per eliminare gli eventuali spazi in bianco; quindi viene rilegato in volumi, le cui pagine sono numerate.
Gli atti originali non possono essere portati fuori dallo studio del notaio, salvo che per l’ispezione, eseguita ogni due anni dall’Archivio Notarile Distrettuale, che dipende dal Ministero della Giustizia. Non è un esame superficiale: il controllo non è a campione ma atto per atto, frase per frase e parola per parola. Se l’Archivio Notarile rileva infrazioni, sia di forma che di sostanza, il notaio viene sanzionato e, nei casi di violazioni particolarmente rilevanti, egli viene deferito alla Commissione Regionale di Disciplina, le cui sezioni sono composte da due notai e da un magistrato. Le sanzioni variano dalla censura alla pena pecuniaria fino alla destituzione.
Terminata l’ispezione, gli atti vengono restituiti al notaio, che è obbligato a custodirli con cura fino alla cessazione della sua attività o al suo trasferimento in altro Distretto Notarile.
Gli originali tornano allora all’Archivio Notarile, che li custodisce a sua volta per cento anni, ai fini della consultazione pubblica e del rilascio di copie autentiche. Trascorso il secolo, l’ultimo viaggio verso l’Archivio di Stato, ove vengono definitivamente conservati.
In questo modo è possibile documentare per sempre le nostre vicende economiche maggiormente rilevanti.
Sui loro atti, i notai hanno quindi una risposta; delle anatre del Central Park ancora non si sa nulla.
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